Sezione Archeologica
Ponte OinuNuraghe Alvu
Il Nuraghe monotorre ad addizione frontale è caratterizzato dall'originale bicromia data dall'uso di blocchi basaltici alternati a blocchi calcarei. L'alternanza di colore è nettamente definita da una linea di demarcazione nell'uso dei materiali e dall'inserimento di alcuni blocchi basaltici nel paramento bianco quasi a costituire una decorazione.
Recentemente è stato oggetto di scavi archeologici e restauri che hanno confermato l'importanza del sito, ora fruibile e dotato di punto di accoglienza, ampio parcheggio interno e percorso di visita.
Nuraghe Cae
Il Nuraghe è quadrilobato con villaggio annesso.
Gli scavi archeologici effettuati hanno evidenziato l'esistenza di una fornace rettangolare di epoca romana, posta all'interno di una struttura circolare attualmente affiorante.
Il complesso nuragico, il cui ingresso è invaso dai crolli, attualmente è accessibile da una finestrella alta che si immette nella scala elicoidale.
La tholos, quasi interamente conservata presenta un sistema di nicchie a diverse quote; molto particolare la presenza di un vano a tholos ricavato nello spessore murario soprastante l'andito, dotato di finestrella visibile dalla scala elicoidale. Il cortile è attualmente interrato dai crolli. Nelle immediate vicinanze si trova una sorgente.
Ponte Oinu
Il ponte Oinu è situato nel confine territoriale tra Pozzomaggiore e Sindia lungo il corso del rio Mannu, affluente del Temo, di età romana, risale probabilmente al III secolo d.C. Le sue condizioni non sono ottimali a causa di un crollo centrale avvenuto pochi decenni fa. Il ponte è costituito da tre arcate ancora intatte unite alla riva tramite un collegamento a spalla, l'arcata centrale è più ampia. La tecnica costruttiva era basata sull'uso della centina, struttura lignea su cui si posavano i conci dell'arco e in sommità la chiave di volta.
Nel periodo di secca si possono notare i rostri frangicorrente, cioè quegli artifici architettonici, a forma di chiglia di nave, finalizzati a smorzare la forza della corrente del fiume.
E' realizzato con blocchi di basalto, roccia tipica del territorio circostante e blocchi calcarei; alcuni di questi blocchi sembrerebbero riutilizzati, dunque provenienti da altri siti archeologici della zona, come i nuraghi.Originariamente la muratura del ponte era ricoperta da uno strato di malta e intonaco, in alcune parti ancora visibile.Sono ancora visibili alcuni tratti di basolato, cioè l'antica strada romana il cui piano di calpestio è formato da pietre piatte poste in connessione.

![Carattere Normale [carattere normale]](images/normale.gif)
![Carattere Grande [carattere grande]](images/grande.gif)

